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Memorie di una Geisha: Galeotto fu il libro

di Valentina
Memorie di una Geisha

Il mio amore per il Giappone scoppiato tra le pagine del libro Memorie di una Geisha.

E’ un anonimo giorno del Marzo 2015, quando inizio a leggere il libro di Arthur Golden, Memorie di una Geisha. Non ho mai visto il film. Ricevo una recensione entusiasta da una mia collega, e d’impulso lo compro.

Qualche anno prima avevo visto un documentario sulla BBC di una ragazza giapponese, che ai giorni nostri, decide di abbandonare gli studi per imparare l’antica arte di essere una Geisha. Mi aveva stranamente incuriosito. Ma nulla più.

Però in poche pagine Memorie di una Geisha mi conquista. Perché non solo è un romanzo avvincente, per nulla smielato, ma è un racconto quasi biografico di una figura che diventa per me incredibilmente affascinante. Il libro è infatti impreziosito dalla descrizione delle tradizioni e dei costumi del Giappone del ‘900, ma soprattutto dello studio e delle arti che dalle apprendiste Maiko creano le splendide Geisha.

Era un modo diverso di essere donna. Nel Giappone antico era simbolo della bellezza. Un prezioso gioiello. Un fiore vivente che allietava e intratteneva coloro che avevano la fortuna di ammirarla.
L’arte della Geisha era insita nella sua padronanza della musica, del ballo, della raffinata presenza in qualunque occasione le si presentasse. Non era nata per compiacere, ma per incarnare la grazia. L’ignoranza dell’uomo occidentale l’ha poi sminuita abbassandola al livello delle prostitute.
In realtà, il suo modo di sedurre sceglieva la via più difficile del mutamento, dell’adattabilità all’anima del proprio interlocutore: tutto ciò portava la geisha al di là della sua bellezza fisica.

Insomma, non so se galeotto fu il libro, o io avessi già il virus in incubazione, ma termino Memorie di una Geisha tutto d’un fiato. E mi ritrovo a pianificare il Capodanno, ben 7 mesi prima. Un viaggio in Giappone, ovviamente.

Potete immaginare la mia emozione quando mi comparì davanti agli occhi una di loro. Una figura, diventata per me quasi mitologica, che fino ad ora avevo solo immaginato, grazie ai libri e alla televisione.

Maiko in Gion Kyoto

Con il cuore che batte a mille, riesco a rubarle una foto, e un sorriso appena accennato. Ma a questo magari dedicherò un altro post…

E a voi è mai capitato di innamorarvi a tal punto di un paese leggendo un libro, tanto da prenotare una vacanza solo per questo motivo?


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