Senza Tempo, Incantevole, Elegante: la Cerimonia del Tè

di Valentina
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Senza tempo, incantevole e ricca di eleganti gestualità: da non perdere, la cerimonia del tè a Kyoto

La cerimonia del tè giapponese (Cha no yu o Chadō) è un incantevole rituale. Ricco di simboli e di gestualità precise, agli occhi di un occidentale pare una vera e propria coreografia di preparazione e di movimenti studiati. cerimonia del te kyoto
Il verde giapponese che viene utilizzato a questo scopo è il Matcha. Il suo sapore amaro viene bilanciato dai dolci tradizionali giapponesi, gli Wagashi, che accompagnano la bevanda.

La cerimonia dello Cha no yu va ben oltre alla mera preparazione del tè. Questa bevanda calda aveva il potere di condurre alla meditazione, e di concedere un momento di pace ai guerrieri samurai prima della battaglia. cerimonia del te kyoto

Il tè è estetica, ma non è vanità. La preparazione di una tazza di tè da parte del Teishu (colui che prepara il tè) viene fatta con il cuore, che condivide con i propri ospiti il culto della bellezza effimera della vita. Chi conduce la cerimonia ha sempre grande riguardo per gli ospiti, in ogni movimento, anche nel posizionamento degli utensili.

Cerimonia del te Kyoto: la Wak Japan

Durante il nostro viaggio in Giappone, abbiamo partecipato ad una autentica cerimonia del tè, e ne siamo rimasti sinceramente incantati. Abbiamo scelto di assistere alla cerimonia con l’agenzia Wak Japan. E non ce ne siamo davvero pentiti, grazie alla partecipazione e all’entusiasmo della formidabile Mayumi. cerimonia del te kyoto

cerimonia del te kyoto mayumi

La signora Mayumi lavora come insegnante di scuola elementare, e il suo modo di spiegare ci fa ritornare per un attimo tra i banchi di scuola. Tra un sorriso e l’altro, ci introduce nell’universo dello Cha no yu, dandoci una dimostrazione, e permettendoci anche di provare a preparare una tazza di Matcha.cerimonia del te kyoto

Ecco un video-estratto della nostra esperienza con l’agenzia Wak Japan (perdonate alcuni rumori in sottofondo, Manuel stava masticando gli Wagashi molto rumorosamente -.-“).

I passaggi della cerimonia del tè Kyoto

Quelli che descriverò tra poco sono solo alcuni dei passaggi del rito del tè; in realtà la gestualità di questa cerimonia è molto più complessa. Ogni attrezzo deve essere preso con la giusta mano, i contenitori devono essere posizionati con certe distanze, i gesti studiati.

Dopo aver portato nella stanza gli utensili per il tè, il Teishu (colui che prepara il tè) procede alla pulizia del Natsume (il contenitore del tè), del Chashaku (il bastoncino di bambù per dosare la polvere) con il Fukusa (fazzoletto).

La pulizia del frullino di bambù (Chasen) viene effettuata con l’acqua calda, così che i piccoli denti di bambù si riscaldino e si ammorbidiscano per non rischiare di spezzarli.
Inclinando la ciotola dove si è intinto il frullino con tre movimenti antiorari circolari, la si riscalda. Successivamente, il Teishu elimina l’acqua versandola nel contenitore di scarto.

Ora il Teishu mette un cucchiaino e mezzo di polvere di Matcha nella ciotola. Battendo il Chashaku due volte sul bordo del ciotola, si rimuove la polvere di Matcha che può essere rimasto attaccata al bambù.

Il Teishu afferra il mestolo di legno come una penna tra le dita, e lo riempie d’acqua. Nella ciotola ne versa un po’ più della metà, lentamente, per ottenere il perfetto mix.

Si prende poi il frullino con la mano destra e mentre la sinistra tiene ben salda la ciotola, ci si assicura di non sbattere troppo il contenuto. L’acqua viene montata insieme alla polvere di Matcha. Il risultato deve avere un sottile strato di schiuma, della consistenza del cappuccino.

Ora il tè è pronto per essere servito agli ospiti. Il Teishu solleva la ciotola con la mano destra e la posiziona sul palmo della sinistra. Gira la ciotola all’incirca due volte in senso antiorario in modo che lo Shomen (il lato anteriore della ciotola, di solito quello decorato) sia di fronte all’ospite quando riceve il tè. Con la mano destra, il Teishu appoggia la ciotola sull’altro lato del Tatami, porgendola al primo ospite.

Etichetta di comportamento per gli ospiti

Esiste un’etichetta di comportamento anche per gli ospiti che partecipano alla cerimonia del tè.

In occasioni più formali, la Cha no yu si svolge in giapponese indipendentemente dalla lingua degli ospiti. Durante la cerimonia del tè, la conversazione è ridotta al minimo. Si fanno solo domande essenziali, nel tono più umile e gentile possibile, ed esclusivamente collegate alla cerimonia del tè. La cerimonia del tè è un momento speciale, che si distingue dalla vita quotidiana.
Nelle cerimonie formali, solo all’ospite principale è permesso di comunicare con il Teishu.

Come ci spiega la gentile Mayumi, dopo aver ricevuto la tazza, l’ospite ringrazia chi gli/le ha preparato il tè dicendo: “Otemae chodai itashimasu“. Le mani dell’ospite sfiorano il Tatami tra le proprie ginocchia e la ciotola, inclinando leggermente il capo.

Umiltà e gentilezza vengono condivise anche tra gli ospiti: “Osakini shitsureishimasu“, cioè “mi scuso perché sono davanti a Voi”. Dopo che il primo ospite è stato servito e ha ringraziato il Teishu, lui o lei appoggia la ciotola tra se stesso e il secondo ospite, e si rivolge a lui con questa frase. Allo stesso modo gli altri ospiti si rivolgeranno così a chi li segue nella fila.

Cerimonia del tè Kyoto: dove assistere

Prima di scegliere la Wak Japan di Kyoto, abbiamo tentato di prenotare da Nadeshiko (al secondo piano del Panda Cafè Chanoka a Tokyo). Purtroppo è un’esperienza molto richiesta, ed essendo Capodanno, non c’erano posti disponibili. Se possibile, prenotate telefonicamente. Per Nadeshiko, non ci sono recapiti mail.
Sempre a Tokyo, potete ad esempio provare all’Imperial Hotel.

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2 commenti

Andrea 6 Febbraio, 2018 - 4:56 pm

Ma il link di nadeshiko da voi segnalato non si trova a Kyoto !!… Il panda cafè chanoka è a Tokyo.
O sbaglio ?

Rispondi
Valentina 6 Febbraio, 2018 - 5:44 pm

Ciao Andrea, hai ragione 🙂 ho formulato meglio la frase, così è corretta!

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