Home EuropaGrecia Io, Te, un’Isola: quando Rodi ci ha fatto innamorare

Io, Te, un’Isola: quando Rodi ci ha fatto innamorare

di Valentina

Quando ascolto questa canzone, chiudendo gli occhi, riesco ancora a vedere quel mare blu. Come il cielo, come le finestrelle. Blu e bianco. Quel terribile cd di musica dance comprato da una bancarella sulla spiaggia mi fa ancora battere il cuore, come 6 anni fa.

Non ho bisogno delle fotografie.

Il sole caldo sulla pelle, la sabbia prima sottile e morbida, e poi ciottolosa e colorata. Mai uguale. A volte non c’erano ombrelloni da affittare, e per quanta crema mi mettessi, non mancavano mai le scottature.

spiaggia rodi

La piccola e sgangherata Daewoo Matiz con le manovelle per i finestrini, che sfreccia sull’unica superstrada di quell’isola greca. Ti ricordi che ce la siamo giocata a carta, sasso e forbici con un’altra coppia, perché era l’ultima disponibile, e c’era lo sciopero dei mezzi?

Quella terribile canzone in loop nel lettore cd, ma che ci piaceva tanto ascoltare.

La spiaggia dei surfisti di Prassonissi, dove il vento era troppo forte, ma dove ci siamo trovati tutto d’un colpo in Australia, tra tavole, kitesurf e ragazzi biondissimi cotti dal sole.

prassonissi rodi

Le casette ammassate e disordinate del villaggio di Lindos che decorano la costa, dove di solito passavamo la serata. Ma quanto ci siamo annoiati quella volta al bar!

Ricordo invece con emozione la festa in spiaggia, scovata per caso, da qualche parte a Faliraki. Davanti ad uno scoglio enorme con una voragine, una grotta che sembra inghiottirci, illuminata a intermittenza da mille riflettori rossi.

Fuoco. Ombre. Corpi che si muovono.

festa spiaggia rodi

Il mio cuore batte al ritmo delle giganti casse da discoteca, mentre ballo sul bancone del bar. E tu, divertito e un po’ brillo, mi sorridi dal basso scuotendo la testa, aspettando che la musica si spenga. Mi piace ballare, che male c’è?

Ma sei stanco ora, io ancora mi agito per l’adrenalina. E allora, dai, guido io.
Prendo le chiavi, senza patente, sul quel macinino.
Scappiamo dal sole che sorge, coi finestrini abbassati e l’aria tiepida della notte greca per nasconderci nel nostro hotel, e mai mi sono sentita così libera.
Libera di fare tardi, libera perché nessuno mi aspetta a casa, libera perché ci sei tu, presenza sicura.
Alziamo il volume di quella canzone al limite, tanto che le casse della Daewoo potrebbero esplodere da un momento all’altro.

L’isola che ci ha fatto innamorare, e di cui mi sono innamorata. La nostra prima Grecia insieme. La bellissima e ruvida Rodi, diamante grezzo.

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